Tre percorsi di maturazione
«Se credere in Dio significa poter parlare di lui in terza persona, non credo in Dio. Se credere in lui significa potergli parlare, allora credo in Dio.»
M. Buber
«Il Verbo si fece carne e abitò tra di noi» (Gv 1,14). Questa verità di fede che chiamiamo incarnazione rischia di non avere presa nella nostra vita, allorquando viviamo la fede come fuga dalla realtà quotidiana.
Gesù, il Figlio di Dio, ha vissuto l’esperienza umana dal di dentro dell’umanità stessa. Ormai i cristiani possono dire che l’umano è il luogo di Dio: il farsi umano di Dio è il culmine della comunicazione di Dio all’uomo, dell’incontro fra Dio e uomo.
I tre itinerari proposti vogliono scandagliare alcune conseguenze che tutto questo ha per la fede e per la vita del cristiano, seguendo due direttrici: la fede come fattore di umanizzazione dell’uomo e gli aspetti della vita di fede che occorre umanizzare.
Contenuti
- La volontà di Dio e la nostra La volontà di Dio abbisogna della volontà e della responsabilità dell’uomo? Ciò che Dio vuole è la libertà dell’uomo e la sua umanizzazione. Gesù si rivolge ai suoi interlocutori dicendo «se vuoi», suscitando la libertà della persona.
- Il «rinnegamento» di sé Come è da intendersi il rinnegamento di cui parla il Vangelo? È masochismo? Ci può essere un rinnegamento di sé invocato semplicemente per nascondere la paura della vita dietro un paravento evangelico e spirituale?
- Fede e sofferenza La sofferenza è salvifica in quanto tale, oppure ciò che salva è quello che ne faccio? Che cosa ci insegna l’esperienza d’amore di Gesù?
«Il divenire umani è per il cristiano l’opera della fede.»
L. Manicardi, L’umanità della fede
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