Quattro incontri con Munch, Van Gogh, Burri e Kiefer
«C’è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce.»
Leonard Cohen
Il cammino formativo propone un’esplorazione profonda del concetto di ferita, inteso non solo come dato biologico o biografico, ma come vera e propria categoria esistenziale, umana e spirituale.
Attraverso l’opera di quattro grandi maestri d’arte, Edvard Munch, Vincent Van Gogh, Alberto Burri e Anselm Kiefer, i partecipanti sono guidati in un itinerario di riflessione personale e di gruppo. Le opere vengono presentate e commentate durante gli incontri, senza che siano richieste competenze storico-artistiche.
L’obiettivo è comprendere come lo strappo, il trauma e il dolore possano essere attraversati, elaborati e infine trasformati, secondo la suggestiva prospettiva della ferita che si fa feritoia, apertura attraverso cui far passare una nuova luce.
Quattro serate, disponibili in presenza presso il Centro Camilliano di Formazione oppure online, rivolte a chi accompagna e cerca linguaggi non clinici per parlare del dolore.
Contenuti
- Edvard Munch (1863-1944) La ferita originaria
- Vincent Van Gogh (1853-1890) La ferita esistenziale
- Alberto Burri (1915-1995) La ferita curata
- Anselm Kiefer (1945) La ferita trascesa
Informazioni organizzative
